La collezione
Il giardino è in grado di ospitare a conclusione del ciclo d’impianto intorno a 4.500 rosai selezionati in base alla microprogettazione colturale. A corona dell’impianto interno sono presenti almeno oltre 1.000 piante che portano il totale deglli esemplari ad oltre 5.000.
Le varietà presenti non saranno inferiori a 4.000 tipi di cui alcuni duplicati per ragioni scenografiche.

Il tema delle rose
I settori e i percorsi del roseto sono tematici. In ogni settore è presente un gruppo di rose omogeneo per lo sviluppo botanico (le famiglie), per la storia (l’origine senza tempo del fiore, i periodi di creazione e gli ibridatori dal ‘700 ad oggi), per colori e profumi, e per altre curiosità (ad es. i vincitori dei concorsi, le attribuzioni dei nomi, le celebrità).
Il roseto propone un viaggio storico, culturale e artistico nel mondo della rosa. Ogni settore sarà introdotto e spiegato da tavole con le fonti tecniche, storiche e letterarie necessarie. Per ogni rosaio è prevista una forma chiara di identificazione. Accanto al roseto sarà installato un centro di documentazione elettronica sulla rosa.

Nel recinto ed oltre
Il giardino è nell’insieme un vero e prato di rose dentro cui il visitatore può concentrare l’attenzione del singolo fiore al paesaggio complessivo.
Al punto di ingresso del visitatore corrisponde la presenza di un giardino di pietra ispirato all’Estremo Oriente che è il luogo della meditazione iniziale sulla bellezza e sul destino della rosa.
Le cancellate sono elementi portanti della scenografia di fondo. Su di esse si arrampicano muraglie di rose tipiche dei mondi d’origine (es. Cina, Himalaya, Bourbon) accoppiate a rose moderne. Sopra tutti i muri, sospesi a lievi sostegni metallici corrono festoni di rose sarmentose con un digradare cromatico impressionante lungo circa 800 metri di ghirlande di rose.
All’esterno della cancellata di protezione corre un circuito di alberi sacri che amano la rosa: tamerice, melograno e mandorlo.
Ai mandorli viene associata (“maritata”) una rosa rampicante e invasiva. Tamerici e melograni invece compongono una siepe continua con rose ad alta densità vegetativa. Il circuito esterno è dunque una corona di rose “oltre” il recinto, praticabile come romantico passeggio in cerca di visioni personali e di essenze florali.

Elementi costruttivi

Il terreno. Il roseto insiste su un terreno in lieve pendio situato a sinistra dell’attuale insediamento delle attrezzature ricettive di Tenuta La Tacita. Dal punto di vista morfologico, la disposizione del terreno fornisce sia l’effetto fondamentale di una pseudo-cavea naturale (vista da valle), sia l’impatto visivo del micropaesaggio “lavorato”  a terrazze digradanti, dal punto di osservazione sovrastante. La superficie complessiva interessata è di circa 18.000 mq. L’esposizione del terreno è ottimale per quanto richiesto dalla maggior parte dei rosai, la cui natura preferisce (con poche eccezioni) un orientamento e una esposizione solare ovest/nord-ovest. La vicinanza del sito al complesso della Tenuta consente una visione in profondità dell’impianto in direzione nord-sud e un preciso effetto olfattivo sul passeggero nell’area circostante in periodo di fioritura.

Gli spazi. L’organizzazione spaziale del roseto consente di individuare più di 120 settori che conterranno le rose secondo le modalità tematiche sopra indicate. I settori vengono definiti dagli incroci reali e virtuali fra tre vettori architettonici: il digradare del terreno, il corso delle acque, la viabilità principale di accesso. Il terreno viene “segnato “ in senso longitudinale e trasversale da linee di congiunzione fra le fontane e punti di vista e di sosta privilegiati, costituendo alla fine un reticolo complesso che rende il giardino un percorso variato e libero di esplorazione.

L’ascesa e le pietre. Nel punto più basso di nord-ovest è situato l’ingresso formale per i visitatori del giardino. Da qui il viandante inizia una ascesa intellettuale verso il giardino-paradiso.
Le lavorazioni effettuate hanno consentito di assestare tre lievi gradoni nella zona sud-est e in zona nord., raccordati ad altri quattro in direzione ovest. L’arco naturale così ottenuto insiste sul nodo centrale del giardino, costituito da una piattaforma circolare di 15 m di raggio, che ospita il labirinto delle rose e la piscina principale del roseto (Psyche).
Le murature dei terrazzamenti sono realizzate in pietra locale, residuo di lavorazioni per i miglioramenti dei percorsi pedonali e carrabili all’interno del bosco. L’esecuzione di manufatti complementari (vasche delle fontane, viali e gradini interpiano principali) prevede l’uso di colori in tono con i cromatismi naturali del paesaggio. Il passaggio da gradone a gradone è realizzato con scale in pietra di 4-4 gradini. Scivoli di accesso per i disponibili ad ogni interpiano.

Fontane e canali.  Le fontane-piscina sono in numero nove. Ciascuna è nata da una idea progettuale specifica, che combina la pietra locale e l’uso di colore congruente che evoca il senso simbolico del manufatto attraverso la forma del contenitore, gli elementi ascensionali o di caduta dei getti e zampilli delle acqua nel giardino arabo.

Le luci. Ogni fontana è provvista di un fuoco fisso di luci allegato al gioco delle acque. I canali in rame sono illuminati con led tenuamente colorati. La visione notturna dei muri e dei percorsi è assicurata da fari interrati a bassa luminescenza. L’effetto visivo complessivo è quello del campo nomadico abitato della notte nell’oasi del deserto, che può risplendere improvvisamente di folgorazioni innescate dall’esplodere dei getti d’acqua.

Valori simbolici del roseto

Vacuna.  Il roseto è situato nella zona dei boschi della Dea Vacuna (Vacuna Nemora), che Plutarco chiama La Tacita perché “silenziosa, incorruttibile e solamente intelligibile”, dea di fertilità e benessere della Sabina: Nel frammento dell’Ara di Montebuono è rappresentata con ubertosi seni nudi e come dice Guattani “in atto d’impero, sopra una specie di trono”. A Vacuna era dovuto un culto di fuoco, come ricorda Orazio nel libro VI dei Fasti.
Dal titolo di Vacuna prende il nome dell’azienda agrituristica sottolineando così la riservatezza e l’effetto pacificante del luogo. Il nome del roseto è un omaggio alla dea e alla sua sacra “scrutabilità” attraverso il cuore della rosa. Come tutti i giardini il roseto è abituato da numerosi geni naturali favorevoli al visitatore.

La forma. La configurazione planimetrica del roseto, seguendo le linee altimetriche naturali del terreno, è pervenuta alla forma di ala d’angelo che contiene e organizza il sinus femminile e l’origine della vita. È il contorno naturale della rosa (un bocciolo un petalo, se guardato da sud), che ha un centro di acque da cui parte una raggiera cosmica, a sua volta simbolo dell’eternità e del continuo rinnovamento.

Le acque. Il punto di censura simbolica del roseto di Vacuna è dato dalla corsa, dallo sfioramento e dai contenitori delle acque, L’asse fondamentale del giardino è segnato dallo scorrimento dell’acqua dalla piscina irradiante di Virgo (sudest) a quella, accogliente, di Vacuna (nordovest).
La sommità anche fisica, del giardino, è dunque dominata dal simbolo della vergine, a cui allude ogni singola rosa presente nella piantagione e che corona il significato paradisiaco del roseto. Come nel giardino di sogno rinascimentale di Polifilo, la Vergine è origine delle acque e dunque alimento “allattante”le piante del giardino. Virgo alimenta direttamente la fontana della Pantera, animale sacro simbolo della solenne custodia di Dionisio (“che giace all’ombra delle sue rose”, secondo il verso di Ezra Pound) in un pun to elevato di guardia del giardino.

Tra Virgo e Vacuna è presente la piscina di Psyche, centro del roseto (cuore della coppa, centro di raccolta delle acque) che apparirà nascosta all’interno di un labirinto di rose. La fontana è simbolo dell’inelligibilità attraverso il cuore, ma è posta in un labirinto, percorso obbligato della perdita di sé nella ricerca del senso della vita. Dal labirinto si uscirà attraverso una scala e un ponte elevato che consente una vesta a 360° del giardino.

Da Psyche scorrono le acque verso la fontana del Viator. È la piscina del pellegrino-visitatore che ascende la china della sapienza e viene benedetto dalle acque. Il punto di stare del Viator, estremo dove si organizza obbligatoriamente il percorso, individua il luogo visivo fondamentale dell’asse centrale dei simboli e delle acque. Il visitatore è comunque portato alla “visione” totale prima di cominciare il percorso (allusione al giardino come paradiso). Prima di giungere al Viator, le acque da Psyche si inabissano in Sirr, la fonte segreta e luogo di meditazione dei sapienti orientali, presente in ogni giardino della rinascenza araba. I Sirr la fonte zampilla all’interno di una profonda cavea nel terreno ed è accessibile solo scendendo per una piccola scala individuale.

Psyche e Sirr ricevono anche le acque di Libra, la fonte dell’equilibrio e della saggezza, in opposizione simmetrica con Evoè, la folle fontana musicale della invocazione a Dionisio. Evoè è musica anche perché accoglie, per l’intermedio di Sirr (e quidi componendo anche il suono degli abissi) la voce sonora di Hirundo, la fonte rondinella posta all’estremo nord-est del giardino, punta estrema dell’ala dell’angelo, le cui acque alluiscono sollecite anche in Viator, per allietare la sua meditazione e in Vacuna, per annunciare l’eterna primavera.