Il roseto è diviso in poco meno di 140 settori, diversi per tema che ne ispira nomi, colori, profumi o storia.
A seconda della stagione le fioriture possono variare, quindi nessuna visita del giardino sarà mai esattamente uguale ad un’ altra.

Percorso generico

Il giardino di rose Vacunae Rosae della tenuta La Tacita è stato pensato dal suo progettista dott. Gian Paolo Bonani come un percorso di elevazione dello spirito attraverso le rose e l’ acqua.

Al cancello, prima di entrare a destra un albero così detto “maritato”: al mandorlo infatti si abbraccia la rosa Albertine, una rosa wichuraiana splendida per la spettacolare fioritura. All’ ingresso del roseto troviamo la galleria coperta di glicine lilla e rosa banksia color crema. Superato il primo tratto della galleria, ci dirigiamo a destra verso la rampa dove troviamo le rose del “mistero” e a destra rose con nomi “glamour” (p.e. Adriana Top Model, Anna Fendi, Brigitte Bordot). Saliamo la rampa ed a destra troviamo la rosa Garisenda di Bonfiglioli, una rosa wichuraiana italiana del 1911. Salendo la rampa notiamo delle pietre (e ce ne saranno altre sparse nel giardino) che rappresentano i “guardiani” del roseto. In alto notiamo una struttura ad arco dove appoggia un ibrido di rosa bracteata. Attraversiamo a destra il settore delle rose con nomi di luoghi e città fiorite (p.e. la rugosa Montblanc) ed a sinistra rose con nomi di “giardini del mondo” (p.e. la rosa al centro un ibrido di Kordes Fruhlingsmorgen oppure corimbi di rose Cornelia del famoso ibridatore David Austin). Ora a destra le rose “American gardens” e poi scendiamo verso il labirinto dove un tripudio di rose girano intorno al fulcro di tutto il roseto, la fontana “Psyche”. Ad ogni anello del labirinto dall’ interno verso l’ esterno le rose tendono a degradare di colore. Dirigiamoci ora verso il centro di tutto il roseto e saliamo sul ponte per godere di uno sguardo a 360 gradi del giardino.

Scendendo dal ponte rientriamo nella zona dei giardini ed abbiamo a destra le rose “British Gardens” e costeggiamo a sinistra le rose “Cavriglia” (di Fineschi, uno dei più importanti appassionati italiani di rose) e “Giardini d’ Italia” e sulle strutture di ferro da notare una rosa Banksiae Purezza color crema dell’ ibridatore Quinto Mansuino. Proseguiamo a sinistra e superiamo le rose “giardini italiani”. A destra ora ci troviamo le rose del Mediterraneo, e salutando a destra una pietra-guardiano, notiamo la bellissima rosa bianca Phoenicia. Ora a sinistra troviamo le rose  “Giardini di Francia” e a destra “Rose spagnole” con la rosa più alta, la Condesa de Sastago dell’ ibridatore Pedro Pere Dot del 1930. Ci dirigiamo verso un piccolo spiazzo con spalliere in ferro su cui crescono da un lato a sinistra lo scarlatto della rosa Paul’s Scarlett ed a destra il bianco della rosa botanica Helena. Prima delle spalliere a destra ci sono le rose dedicate alla musica ed in particolare al centro (se in periodo di fioritura) la rosa coi toni più blu che sia stata creata, la Rhapsody in Blue ed a sinistra delle spalliere le rose di tipo Floribunda e Polyantha. Uscendo  dallo spiazzo troviamo a destra le rose degli ibridatori Rudolf Geschwind e Peter Lambert. Giriamo a gomito a destra e ci troviamo fra gli ibridi perenni del ‘900.

A fianco delle scalette che portano sopra di un livello, troviamo a sinistra sul muretto la rosa sarmentosa Rosa Desprez à Fleurs Jaunes del 1830, una noisettes rifiorente, molto profumata ed a destra da notare sempre sul muretto la Rosa Montecito (ibridatore Emanuele Orazio Francesco Fenzi, 1912) a fiori semplici bianchi con stami arancio, un ibrido di GiganteaxMoschata. Sul livello superiore sulla spalliera del recinto da notare un’ altra noisettes, la Alister Stella Gray. Più avanti sulla recinzione l’ immancabile rampicante dai bellissimi toni rosa Pierre de Ronsard. Ci dirigiamo verso la rampa e notiamo a sinistra una resistente rosa rugosa con bellissime bacche (cinorridi). Scendiamo a destra la rampa ed arriviamo nel settore storico, in particolare davanti abbiamo le rose dell’ “età dell’ oro” e quelle della Belle Epoque, quando ci furono le prime grandi esposizioni dedicate alle rose.

Scendiamo di nuovo la rampa e costeggiamo le rose “Nuove inglesi”, in fondo il settore delle famiglie di rose più importanti, dove troviamo p.e. le rose alba, le centifoglie ed le rose galliche. Stiamo arrivando al così detto “giardino secco” (o giardino zen), concepito come una pausa mentale, un “vuoto nel mare di rose”, dove una scala scende e porta lo sguardo al livello del terreno, dove poter osservare le diverse pietre simboliche ed i disegni ad onde della ghiaia. Superiamo ora il giardino zen (o scendiamo le scale per osservarlo da un angolo di vista particolare). Possiamo notare frontalmente sulla recinzione una rosa che è fra le ultime a sbocciare, la Bracteata, e girando l’ angolo della rampa un cespuglio di rosa chinesis mutabilis, una rosa che come dice il nome stesso cambia colore: dal crema-salmone del bocciolo al cremisi del fiore che sta per perdere i petali. Scendiamo la rampa che costeggia il settore delle rose botaniche orientali ed arriviamo davanti alla fontana della dea Vacuna, fontana che rappresenta l’ inizio del percorso di ascesa spirituale del roseto, con l’ aiuola del Benvenuto ed a destra una bella struttura coperta di rose rampicanti di un bellissimo manto bianco (se in periodo di fioritura), come di una sposa, ed una panca in legno centenario per il riposo alla fine del percorso (e magari per una bella foto!). Da notare in lontananza a sinistra una struttura in ferro a forma di fungo coperta da due Banksie, una color crema (la Alba) ed una gialla (la Luthia) che aprono in primavera la fioritura delle roseto. Siamo ora alla fine del nostro percorso ed usciamo al cancello dell’ uscita nord ovest.

(Nota: il percorso sopra descritto è esemplificativo, in quanto può variare a seconda delle stagione e della relativa fioritura delle rose).